Reddito di cittadinanza: obbligatori lavori socialmente utili non retribuiti a favore dei Comuni

15/01/2020  - 126 letture     Servizi sociali

Reddito di cittadinanza: obbligatori lavori socialmente utili non retribuiti a favore dei Comuni

Lo scorso 8 gennaio è stata è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la fase 2 del Reddito di Cittadinanza che prevede che i beneficiari del reddito di cittadinanza diano la loro disponibilità a svolgere gratuitamente attività “in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, formativo e di tutela dei beni comuni”.

In pratica, mentre sostengono i colloqui previsti dalla legge i percettori del reddito dovranno svolgere attività che aiutino la collettività attivate dai Comuni di residenza o da enti del terzo settore coinvolti nei progetti. Si tratta di un obbligo: coloro che rifiutassero i Puc perderebbero il diritto al reddito.

Come scrive Il Fatto quotidiano:

...un ritorno con una nuova formula dei lavori socialmente utili, che furono introdotti per la prima volta nel 1993 per coloro che ricevano la cassa integrazione straordinaria e poi estesi anche ai lavoratori in mobilità e ai disoccupati di lunga durata.

Chi ne è esonerato

La partecipazione è facoltativa per le persone occupate con un reddito superiore a 8.145 euro per lavoro dipendente e 4.800 euro per lavoro autonomo, per coloro che frequentano un corso di studi o di formazione, per i beneficiari della Pensione di cittadinanza, per gli over 65, per le persone con disabilità, per chi all’interno di un nucleo famigliare deve prendersi cura di minori o persone con disabilità grave o non autosufficienti.

Sono esonerate dall’obbligo anche le persone che lavorano già più di 20 ore settimanali, che svolgono tirocini, che non si trovano in condizioni di salute idonee (compresa la gravidanza).

Approfondimenti

Condividi:


Contattaci
Un pratico modulo da compilare per corrispondere direttamente con gli uffici comunali.

torna all'inizio del contenuto